Analisi e commenti ai principali fatti di società, costume, politica ed intrattenimento , con uno sguardo particolare sulla città di Milano
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venerdì 26 marzo 2010

SHUTTER ISLAND: RECENSIONE


Siamo nel 1954 e due agenti federali si recano su un'isola (Shutter Island) per investigare sulla scomparsa di una folle omicida detenuta presso l'istituto psichiatrico Aschecliffe. Fin da subito si nota qualcosa di strano in quanto il direttore dell'istituto e vari infermieri sostengono che la paziente si sia improvvisamente dileguata dalla sua stanza chiusa a chiave. Un uragano costringerà i due agenti a rimanere sull'isola più del dovuto e inizieranno degli avvenimenti incredibilmente strani.

Un film affascinante, bello, avvincente e al tempo stesso angosciante. Questi sono i principali aggettivi per descrivere questa pellicola. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è un film con la presenza di spiriti e fantasmi, ma si basa principalmente sulle allucinazioni prodotte dalla mente umana. La trama è davvero ben ingegnata, mai banale, che tiene lo spettatore sempre attento e con quello stato di angoscia che caratterizza gran parte del film, grazie a ripetuti giochi psicologici e colpi di scena. E' così articolato da porre un punto interrogativo sul film stesso, il quale si appresta a diverse interpretazioni. Uno dei migliori film del genere; la sua visione e comprensione totale necessitano di un attenzione ai particolari maniacale. La recitazione di Di Caprio è perfetta (come del resto avviene nei suoi ultimi film), nonostante quella faccia da eterno ragazzino di Titanic che sembra non si addica troppo a certi ruoli.
Insomma un thriller psicologico davvero ben fatto, con un finale davvero interessante...da vedere.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

martedì 9 marzo 2010

E' FINITO IL GF...

GRANDE FARDELLO
E meno male! L'edizione più lunga (4 mesi...quattro...QUATTRO!!!!) e inutile della storia. E' riuscita addirittura nell'impresa di rendere noiosi Mai Dire Grande Fratello e quei miti dei Gialappi tanto i suoi concorrenti sono stati mosci e privi di quel briciolo di comicità/idiozia di qualche loro predecessore: mai vista la Gialappa's band in tanti anni di (geniale) televisione arrancare in questo modo per cucire mezz'ora di trasmissione!
Altro fatto da sottolineare è che per un po' dovremo fare a meno degli utilissimi insegnamenti su morale e comportamento di Alfonso Signorini...Speriamo di non smarrire la retta via.
E pensare che, ultimamente, di lunedì, Mediaset ha proposto su Rete4 i film di Bud Spencer e Terence Hill...Se qualcuno di voi è stato indeciso, anche per un solo secondo, sul canale da mettere, si faccia vedere da uno bravo!

lunedì 8 marzo 2010

NOTTE DEGLI OSCAR



Si è appena conclusa l’82esima edizione degli Academy Awards, non senza alcuni colpi di scena.
Il tanto atteso e campione d’incassi Avatar è stato battuto da The Hurt Locker. La battaglia tra i due ex coniugi Cameron vs Bigelow è stata vinta dal gentil sesso (come quasi sempre accade nelle separazioni matrimoniali del resto). Questa notte degli oscar dimostra come non sempre i film che fanno sfracelli al box office (Avatar campione d’incassi assoluto) vincano anche il tanto atteso premio.
The Hurtlocker è un buon film, ben diretto, ma a far pendere decisamente l’ago della bilancia in suo favore, è il tema trattato della guerra in Iraq. Tutti conosciamo il patriottismo degli americani e l’occhio sempre attento agli avvenimenti del recente conflitto nell’ex stato di Saddam, quindi non c’è da meravigliarsi se abbia vinto su Avatar (che non lascia poi così tanto allo spettatore quando esce dalla sala).
Ovviamente Avatar si è aggiudicato i premi come miglior fotografia, effetti visivi e scenografia.
Per quanto riguarda gli altri Oscar: meritato quello a Jeff Bridges come miglior attore e curiosissimo caso, come miglior attrice a Sandra Bullock, che, ironia della sorte, il giorno prima aveva ritirato il premio come peggior attrice per la sua interpretazione in All about Steve.
Ora l’elenco completo dei premi:

Miglior attore protagonista
  • Jeff Bridges in Crazy Heart
Miglior attore non protagonista
  • Christoph Waltz in Bastardi senza gloria
Miglior attrice protagonista
  • Sandra Bullock in The Blind Side
Miglior attrice non protagonista
  • Mo’Nique in Precious
Miglior film d'animazione
  • Up di Pete Docter
Miglior scenografia
  • Avatar (Rick Carter e Robert Stromberg)
Miglior fotografia
  • Avatar (Mauro Fiore)
Migliori costumi
  • The young Victoria (Sandy Powell)
Miglior regia
  • The Hurt Locker (Kathryn Bigelow)
Miglior montaggio
  • The Hurt Locker (Bob Murawski e Chris Innis)
Miglior film straniero
  • El Secreto de Sus Ojos (Argentina)
Miglior trucco
  • Star Trek (Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow)
Miglior Migliore colonna sonora
  • Up (Michael Giacchino)
Miglior canzone
  • The Weary Kind (Theme from Crazy Heart) (da Crazy Heart): Ryan Bingham e T Bone Burnett)
Miglior film
  • The Hurt Locker
Miglior montaggio sonoro
  • The Hurt Locker (Paul N.J. Ottosson)
Migliori effetti sonori
  • The Hurt Locker (Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett)
Migliori effetti visivi
  • Avatar (Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones)
Miglior sceneggiatura non originale
  • Precious” (Geoffrey Fletcher)
Miglior sceneggiatura originale
  • The Hurt Locker (Mark Boal)


giovedì 4 marzo 2010

CODICE GENESI: RECENSIONE

In un mondo post atomico, arido, desolato, dove le città ricordano tanto le ambientazioni dei film western, si aggira un pellegrino di nome Eli (Denzel Washington) con uno zaino pieno di tutto ciò che serve per sopravvivere: armi, acqua, oggetti da barattare e un libro da cui dipenderebbe la rigenerazione del mondo. Come lo stesso personaggio afferma nel film "ciò che prima davamo per scontato ora è diventato fondamentale per vivere". Infatti la vita pare diventata priva di valore e bande di tagliagole si aggirano per le strade pronte a derubare e uccidere chiunque per un paio di scarpe o un po' d'acqua. In questa "nuova terra" allo sfascio Eli è una sorta di giustiziere, l'unico che pare protegga gli indifesi e che presto troverà a scontrarsi con un despota (Gary Oldman) che ha subito capito il potere di cui quest'uomo è in possesso.


Il film sembra ispirato da un fumetto, molto stile Ken Shiro, forse il protagonista (Denzel Washington) non è proprio l'attore più adatto per il ruolo, non abbastanza "cattivo e muscoloso" (lo vedo più un film alla Vin Diesel). La trama scorre bene, in crescendo, ma il finale lascia un po' con l'amaro in bocca, vi è un declino nel "ritmo" della storia che porta ad un finale sotto le righe, nonostante ci sia un colpo di scena interessante. Come la traduzione italiana lascia intendere Codice Genesi (maledetti traduttori italiani) non è solo un film d'azione, ma racchiude in se' anche delle tematiche a sfondo religioso, che verranno comprese piano piano con durante tutta la durata della proiezione.
Insomma, un film da vedere in una serata con gli amici, nulla di esaltante, ma piacerà sicuramente agli amanti del genere.


CONSIGLIATO

martedì 2 marzo 2010

OSCAR 2010: LE NOMINATION


Si sta avvicinando sempre di più la notte degli Oscar per l'edizione numero 82 in programma a Marzo. Partiamo subito dalla categoria Miglior film, che da questa edizione degli Oscar torna al passato con dieci candidature invece di cinque. Ecco l'elenco dei film in gara, con l'inaspettata ma meritata presenza di Up, secondo film d'animazione nella storia (dopo La Bella e la Bestia) a trovare posto nella categoria:
  • Avatar
  • The Blind Side
  • District 9
  • An Education
  • The Hurt Locker
  • Bastardi senza gloria
  • Precious
  • A Serious Man
  • Up
  • Tra le nuvole
E' possibile notare come sia presente una "guerra domestica" tra James Cameron (Avatar) e la sua ex moglie Kathryn Bigelow (The Hurt Locker). Infine dobbiamo ricordare le nomination assolutamente meritate per Quentin Tarantino (Bastardi senza gloria) e Jason Reitman (Tra le nuvole) e Lee Daniels con il suo Precious. I Bastardi senza gloria, Avatar e The Hurt Locker si ritrovano anche nella categoria Miglior fotografia, con nomination rispettivamente per Robert Richardson, il nostro Mauro Fiore e Barry Ackroyd.